a cura dell’Associazione Diapason Progetti Musicali APS
con I Fiori di Hiroshima
L’esibizione conclusiva di Ocarinando celebra questo strumento unico come un vero ponte tra culture, capace di partire dalle radici profonde di Budrio per abbracciare idealmente l’intero pianeta. Il percorso sonoro si sviluppa attraverso un dialogo costante tra tradizioni diverse: dalle melodie popolari italiane ai repertori dell’Europa continentale, fino a toccare suggestive influenze internazionali. In questo contesto, l’ocarina si conferma una voce universale, in grado di interpretare con la stessa intensità il liscio emiliano, il folk europeo e le sonorità d’oltreoceano, dimostrando una versatilità che supera ogni barriera geografica.
Accanto al respiro internazionale, grande risalto viene dato al valore formativo del progetto. L’ocarina smette di essere solo uno strumento tradizionale per diventare il perno di percorsi didattici innovativi, dove la musica d’insieme si fonde con una crescita tecnica costante. Il pubblico potrà assistere a performance coinvolgenti in cui allievi e maestri condividono il palco, dando vita a un confronto artistico che unisce il piacere del gioco alla precisione dell’esecuzione. Questa chiusura non è solo un concerto, ma la testimonianza di come l’apprendimento musicale possa trasformare una tradizione storica in un linguaggio moderno, vitale e accessibile a tutti.
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