con
Aniraco Orchestra (Giappone)
Ocabanda (USA)
Duo Aurachorda (Germania)
Uno degli appuntamenti più iconici del Festival, il momento in cui l’ocarina, nata nel cuore di Budrio, abbraccia il mondo intero. Le sponde del Giappone, degli Stati Uniti e della Germania, testimoniamo come questo piccolo strumento di terra sia stato capace di partire alla volta dell’ignoto, per incontrare e fondersi armoniosamente con culture musicali profondamente diverse, arricchendosi di nuove sfumature e linguaggi.
Dalla terra del Sol Levante accogliamo la ANIRACO Ocarina Orchestra, una realtà nata nel 2014 con la missione di svelare al pubblico l’immenso potenziale espressivo di questo strumento. Sotto la guida esperta dei maestri Tatsuo Kobayashi e Riko Kobayashi, l’ensemble — che conta oggi 30 elementi ma punta a diventare una grande orchestra di 50 membri — lavora costantemente sulla sincronia e sulla versatilità. Il suo repertorio spazia tra i generi più disparati, dimostrando come l’ocarina, usata in formazione orchestrale, possa raggiungere vette di rara eleganza e precisione.
Dagli Stati Uniti arriva l’energia di Ocabanda, il primo settetto di ocarine d’America. Fondato nel 2017 e ispirato proprio dai gruppi storici di Budrio, l’ensemble ha saputo trasportare la tradizione italiana oltreoceano, contaminandola con la modernità. Il loro repertorio è un viaggio tra colonne sonore, musica per videogiochi, melodie folk e arrangiamenti classici. Quella di stasera sarà un’esibizione carica di emozione: dopo quasi un decennio di musica e amicizia, gli Ocabanda hanno scelto proprio il palco di Budrio per il loro concerto d’addio, chiudendo un cerchio artistico iniziato proprio nel segno della nostra tradizione.
A rappresentare l’Europa accogliamo il Duo Aurachorda, composto da Vera Unfried e Yvonne Zehner, docenti presso l’Università di Passau. Il loro progetto nasce dall’unione di fiati e corde, un dialogo raffinato tra l’ocarina e gli strumenti a corda. Con una solida carriera accademica e concertistica alle spalle, le Aurachorda portano sul palco una ricerca sonora colta e suggestiva, documentata anche nel loro omonimo CD del 2016, capace di valorizzare l’ocarina in contesti cameristici di grande prestigio.
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